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Domenico Rizzi, 66 anni, nato, cresciuto e vissuto a Retegno, è il cittadino benemerito della piccola comunità del basso Lodigiano. L'uomo è stato premiato lunedì sera all'oratorio San Filippo Neri della frazione di Fombio, alla presenza del parroco don Alberto Curioni e del sindaco Davide Passerini. Rizzi è stato e continua ad essere l'anima del Gruppo sportivo Retegnese, l'unica associazione sportiva rimasta in tutto il comune: attualmente svolge i ruoli di segretario e direttore sportivo, ma la sua opera va avanti da ben mezzo secolo. Ancora giovanissimo, il retegnese ebbe il suo primo approccio con la bicicletta, mai più abbandonata: corse per anni come dilettante e della tenacia e caparbietà di quest'uomo la dice lunga un aneddoto che lui stesso racconta. "Per assaporare il gusto della vittoria dovetti attendere i miei 39 anni, quando trionfai nel Piacentino". Si potrebbe pensare che tanta attesa sia stata dovuta alle sue caratteristiche, bassa statura e fisico asciutto, doti da "grimpeur" in una zona, ahimè, pianeggiante. Lo stesso Rizzi, però, nega di essere uno scalatore e mentre ricorda il suo trionfo gli si illuminano gli occhi: "Vinsi con un colpo di mano, ricordo benissimo. Eravamo in fuga in tre ed in volata non avrei avuto alcuna chance. Ad un chilometro dalla fine approfittai dell'incertezza degli altri e me ne andai". Una vittoria "alla Bettini" nelle Olimpiadi di Atene dello scorso anno, si direbbe, ma il feeling di Rizzi con il mondo professionista delle due ruote si è spezzato da tempo: "È uno sport malato, come gli altri o più degli altri. Il doping gira fra i professionisti ma anche tra i dilettanti: dove c'è un montepremi c'è il rischio di droga". Eppure la passione per la bicicletta non gli è mai passata: Domenico ha messo al mondo sei figli (il maggiore ha 36 anni, il minore compie i 23) e tutti sono stati tesserati presso la federazione ciclistica. Lo stesso benemerito, che ha chiuso la carriera con sei vittorie nel carniere, ancora oggi fa uscite di una cinquantina di chilometri e si lamenta perché sono troppo pochi. Alla festa dell'altra sera presenziavano diversi membri del club retegnese, tutti pronti a tifare per il piccolo grande uomo: "Oggi non abbiamo più una squadra per mancanza di numeri - lamenta - ma negli anni siamo stati capaci di vincere un titolo italiano per dilettanti". Il Gs Retegnese oggi si dedica all'organizzazione di corse ciclistiche: la più importante è quella che si disputa in paese proprio nei giorni di sagra, riservata alla categoria esordienti, mentre le altre si svolgono a Fombio e a Bertonico. Rizzi succede nell'albo d'oro dei benemeriti a Donata Ghidotti, musicista di livello nazionale e a Patrizia Beltrami, cittadina dedita al volontariato, premiate rispettivamente due anni fa e nella scorsa edizione. Tre diversi volti di una comunità attiva e piena di entusiasmo, che sa farsi notare anche fuori dai confini lodigiani puntando su creatività e grande dedizione.
Pa.Mi.
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