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DUE NOTIZIE CHE CI DOVONO FAR PENSARE

da "Il Cittadino" di sabato 07.10.05
Nelle prossime settimane l’Arpa promuoverà indagini quotidiane sullo stato degli agenti inquinanti

Smog, si respira peggio che a Lodi

Le polveri sottili si avvicinano ai limiti di attenzione


Polveri fini, si profila una guerra quotidiana anche a Codogno. Piace al territorio la decisione dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente di Lodi (Arpa) di inserire anche la misurazione delle polveri fini (Pm10) nell’elenco degli inquinanti atmosferici rilevati da anni attraverso la centralina fissa di monitoraggio dell’aria collocata in viale Trento, direttamente sul trafficato percorso della circonvallazione. La rilevazione del Pm10 è partita dallo scorso aprile. I rilievi sono quotidiani, inviati al comune e visibili anche sul sito Internet dell’Arpa. Ma quale lo stato di salute dell’aria respirata a Codogno? I dati del mese di settembre e dei primi giorni di ottobre parlano chiaro: l’inquinamento testato non raggiunge valori tali da creare allarme, anche se la qualità dell’aria respirata è risultata spesso vicinissima alla soglia limite dei 50 microgrammi per metro cubo, quella che segna il passaggio al livello di attenzione. È poi vero che in quattro giornate di settembre il valore limite delle polveri fini è stato effettivamente superato, con dati di Pm10 attestati a 53 microgrammi il 2 settembre, a 59 il 16 settembre, a 66 il 25 settembre e a 52 il 29 settembre. Di più: se confrontata con i dati omogenei rilevati dalla centralina Arpa posizionata a Lodi, la qualità dell’aria di Codogno è risultata spesso peggiore rispetto a quella del capoluogo laudense, protagonista lo scorso inverno di più di un provvedimento anti-inquinamento atmosferico, in primis quello del blocco delle auto. Nel merito interviene l’assessore all’ambiente Mauro Bonfanti. «È la prima volta che Codogno può contare su una centralina di monitoraggio atmosferico che rileva anche il dato del Pm10 - dice Bonfanti -. Di questo siamo soddisfatti: d’ora in avanti sarà possibile verificare con dati quotidiani e indicativi la qualità dell’aria che si respira in città». Di certo, per Bonfanti il vero monitoraggio inizia adesso. «Pur se importanti, le rilevazioni del Pm10 dei mesi scorsi sono un po’ limitative: la stagione era ancora calda, molta gente era in vacanza o si muoveva a piedi o in bicicletta - riflette l’assessore -. È pur vero che la posizione di viale Trento dove è posta la centralina è davvero strategica: posta sulla circonvallazione dove il traffico è intenso, non troppo lontano pure dalla stazione. Attendiamo così di monitorare con attenzione le settimane prossime: con il traffico a regime e gli impianti di riscaldamento accesi, i mesi di ottobre, novembre e dicembre saranno davvero indicativi. Solo così si potranno fare valutazioni corrette sulla qualità dell’aria di Codogno e, se necessario, intervenire con azioni correttive di pubblico coinvolgimento». Con l’inizio della campagna di riscaldamento la città avrà un’idea più precisa se occorre mettere in atto provvedimenti di maggior peso rispetto a quanto fatto fino a oggi.

Luisa Luccini
da "Il Cittadino" di lunedì 11.09.05
Nella regione nessuna città ha fatto peggio, nemmeno Milano.
Le massime concentrazioni durante la stagione invernale

Lodi la città più inquinata di Lombardia

Pm10 superato per 98 volte nel 2005, si rischia la multa europea


Non è cambiato nulla dallo scorso febbraio, Lodi resta la città più inquinata della Lombardia. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Arpa regionale, lo scorso 2 settembre Lodi ha superato nel 2005 per il 98esimo giorno la soglia di 50 microgrammi al metro cubo di polveri sottili. Nessun'altra città della Lombardia ha fatto, peggio. nemmeno Milano. Un dato che ha fatto drizzare le orecchie all'Unione europea che all'inizio di agosto ha indirizzato una lettera di "messa in mora" alle autorità regionali. La Lombardia, infatti, resta la regione più inquinata d'Italia e una delle più inquinate d'Europa.La normativa dell'Ue impone un limite massimo di superamento dei limiti di Pm10 per 35 giorni all'anno. Lodi aveva già varcato questo limite l'8 febbraio scorso. Ora sono 98 i giorni oltre la soglia consentita. Più di Milano e Brescia, storicamente le città più inquinate della Lombardia. A febbraio poteva essere un caso, anche perchè le centraline di rilevamento erano state cambiate tutte ed erano molto più sensibili rispetto alle altre. Ora anche le altre città capoluogo si stanno mettendo al passo e dopo otto mesi e mezzo Lodi guida ancora la classifica delle città più inquinate della Lombardia. Alle sue spalle c'è Mantova, città circondata dalle centrali termoelettriche, che ha superato i limiti delle polveri per 97 giorni, poi Milano che è a quota 84. Per quanto riguarda Lodi, i mesi estivi sono andati decisamente meglio: a giugno e luglio si sono verificati solo due "sforamenti", ad agosto nemmeno uno. Solo a settembre la centralina è tornata a salire. Molto diversa la situazione in inverno: a gennaio Lodi ha superato i limiti per 27 giorni su 31, a febbraio per 24 giorni e altrettanti a marzo, mesi in cui c'è stato un clima eccezionalmente rigido. Ad aprile si passa a "soli" 11 giorni fuori norma e a maggio, con lo spegnimento delle caldaie, il calo a sei giorni. Il diagramma dei dati Arpa (disponibili anche sul sito del comune di Lodi con un archivio storico che abbraccia tutto il 2005) sembra indicare nel periodo di accensione delle caldaie come quello più a rischio per l'inquinamento atmosferico nella città. Un dato comunque "strano" visto che Lodi per il riscaldamento brucia essenzialmente metano (che è più pulito del gasolio) e dallo scorso ottobre ha attivato per diverse utenze anche il teleriscaldamento, che è in assoluto una delle fonti energetiche più pulite. Quello di Lodi, comunque, è un dato che fa paura. La città non rischia una multa europea, anche perchè l'Ue non mette in mora i singoli enti locali. La regione però è stata avvertita. E la procedura d'infrazione, a Bruxelles, è stata aperta.

Francesco Gastaldi

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