Questa monetazione, come evidenziato dallo stesso nome dato ai pezzi, segue quella
battuta a Milano. I Trivulzio erano nel novero delle famiglie nobili milanesi
già nel XII secolo. Nel Cinquecento erano Signori di Casalpusterlengo, di
Castellarquata, di Codogno, di Gattinara e di Musso, Baroni di Retegno Imperiale,
Conti di Mesocco, Marchesi di Vigevano, di Lecco e di Castelnuovo, Principi della
Valle Misolcina e Principi del Sacro Romano Impero. Antonio Teodoro, nato nel
1649, alla morte in carcere nel castello di Lodi del padre Ercole Teodoro, divenne
X Conte di Mesocco e XIV Barone di Retegno. Nel 1664 fu eletto dal Re di Spagna
generale delle milizie forensi dello stato di Milano e Cavaliere del Toson d'oro.
Per consanguineità con la famiglia dei Comneno era stato uno dei
pretendenti al gran magistero della Milizia Costantiniana. Sposo di Giuseppa
Valdez di Guevara d'Innigo di Ognate mori il 26 luglio 1678 senza prole. Potè
però disporre del feudo imperiale di Retegno che lasciò ad Antonio
Gaetano Gallio, secondogenito della zia Ottavia, con l'obbligo di assumere il cognome
Trivulzio. Ultimo della dinastia fu Antonio Tolomeo, deceduto nel 1767, il quale
lasciò l'ingente patrimonio ad opere filantropiche ed il suo Palazzo in via
della Signoria a Milano che fu trasformato in Pio Albergo Trivulzio, istituzione
tuttora esistente.